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L'importanza della norma all'interno del lavoro di relazione in ambito scolastico


Viviamo nella triste ed irritante epoca del manicheismo intellettuale. Qualsiasi analisi si faccia sopra ogni fenomeno si riduce ai minimi termini: o bianco o nero. Paradossalmente più la società si fa complessa più gli approcci ai suoi fenomeni sono riduttivi, ogni procedimento logico è influenzato dal proprio sentimentalismo ed ogni ragionamento è viziato affinchè esso non contraddica la propria  visione del mondo.
Ciò avviene anche per quanto riguarda la scuola e le sue problematiche, guardiamo il caso degli insegnanti bullizzati dagli studenti e/o dai genitori, la risposta è ovviamente binaria: da un lato abbiamo chi affronta il problema giustificando, sminuendo e tollerando ogni cosa, mentre dall'altro c'è chi propone insegnanti armati in classe e buttafuori nei corridoi. Seguendo questi aberranti fili logici ne deriva che la gestione della classe vada bene così com'è, oppure che tale gestione vada rimodellata in stile caserma dei Marines.
Negare la realtà non serve, anche se a molti farà male riconoscere la corresponsabilità di chi ha voluto privare la scuola di concetti come autorità, ruolo, norma e disciplina (attraverso un sistematico lavoro di demonizzazione di suddetti concetti...), d'altro canto non è nemmeno auspicabile trasformare gli insegnanti in tanti epigoni del Sergente Hartman in Full Metal Jacket.
Il punto è un altro, è necessario ripristinare modalità disciplinari adeguate se e solo se queste vanno di pari passo con un'attività di relazione adeguata nei confronti dell'allievo.
Ritengo che la prima cosa da fare in un lavoro educativo e di insegnamento sia quello di instaurare un rapporto di relazione con il soggetto, deve esserci una comunicazione reale, senza di essa il processo di apprendimento è incompleto perchè privo del fattore essenziale: la crescita umana della persona.
L'adolescenza attuale è andata ulteriormente complicandosi e la scuola non può far finta di niente, se si lascia l'allievo solo a combattere le proprie battaglie esistenziali (e purtroppo sempre più spesso anche di altro tipo...) come minimo ci ritroveremo di fronte un soggetto distratto e con forze insufficienti da dedicare allo studio. Se a tutto ciò si va ad aggiungere un vissuto emotivo difficile da decifrare, da gestire e nell'insieme spesso molto doloroso, ecco il sorgere di quegli elementi di conflittualità ed aggressività di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi. Al contrario offrire quegli strumenti che possono favorire un ascolto, un affiancamento ed un supporto nell'affrontare le proprie problematiche attenua in maniera significativa potenziali elementi di criticità e dinamiche conflittuali.
E' in quest'ottica che si inserisce la necessità di un rafforzamento della normativa disciplinare. La classe deve avere le sue norme e tali norme devono essere osservate, non solo perchè ciò determina una condizione necessaria all'apprendimento ma anche perchè l'elemento relazionale tra insegnante e studente ha bisogno di un setting ben preciso, soprattutto quando la relazione diventa una relazione anche di aiuto.
Questa considerazione non vuole essere una giustificazione riguardo l'essenza della norma in ambito scolastico bensì una considerazione aggiuntiva sulla sua utilità, la norma ha ragione di esistere in quanto tale, come base di qualsiasi ambito sociale, nella scuola come in qualsiasi altro contesto. Però in questo caso una cosa è calarla dall'alto, proponendola in maniera asettica ed impersonale ed un'altra è utilizzarla all'interno di un rapporto educativo basato sulla relazione e sulla crescita del benessere interiore dell'alunno.


L'importanza della relazione nella gestione della classe



La scuola italiana è diventata un campo di battaglia, i recenti episodi di cronaca lo testimoniano. Docenti sfregiati, picchiati dagli alunni o aggrediti dai genitori. Neanche troppo la punta di un iceberg di una situazione assolutamente difficile, contrassegnata da un conflitto contro il corpo docente, che non di rado diventa anche fisico.
L'insegnante diventa un nemico agli occhi di alunni e genitori nel momento in cui dice no! La frustrazione di un brutto voto, un qualsiasi provvedimento disciplinare od anche una famigerata bocciatura non è tollerata non solo dai discenti ma spesso dai genitori stessi...
Su quanto detto ci sarebbe da scrivere per giorni ma eviterò, sia perchè oggi ho poco tempo, sia perchè, a proposito di frustrazione, riflettere sul livello di decadenza al quale siamo arrivati, grazie alla non-cultura e alla irrazionalità del clima culturale degli ultimi cinquant'anni  provoca in me molta rabbia.
L'insegnante si trova sempre più isolato e sprovvisto di strumenti per svolgere e mantenere il proprio ruolo, inoltre  è anche socialmente solo ed osteggiato, se così non fosse non ci ritroveremmo genitori che fanno veri e propri agguati al corpo docente...
Per esperienza posso affermare che, in questa assurda e paradossale situazione, può essere enormemente d'aiuto cercare di entrare in relazione
Per entrare in relazione intendo l'instaurare un rapporto con ciascun alunno nel quale ci si preoccupa di lui non solo come discente ma anche come individuo con una personalità ed un vissuto che spesso risulta essere problematico e doloroso.
Nell'adolescenza attuale il soggetto si ritrova di fatto semi-abbandonato, egli è solo nell'affrontare il mondo e nel superare le proprie tappe di sviluppo.
Ad aumentare questa distanza tra adolescenti ed adulti c'è  una forma mentis ed un approccio all'esistenza totalmente nuovo dei primi rispetto a quest'ultimi.
L'adolescente vive la figura adulta con rabbia perchè essa è ormai di fatto assente e la percepisce come distante perchè c'è sempre più difficoltà di comunicazione e comprensione.
L'insegnante è un adulto che in quanto tale può porsi in maniera presente e fare la differenza: io ci sono, il tuo mondo mi interessa e se hai dei problemi ti ascolto e se posso ti aiuto. 
Tutto questo entro il limite imposto dal proprio ruolo, nell'ottica di rafforzare il ruolo stesso e non di sfaldarlo ulteriormente!
Nei prossimi post racconterò nello specifico di alcune mie modalità per instaurare una relazione, di come tutto ciò mi aiuti nella gestione della classe e nel dare i tanto odiati NO, senza, almeno per ora, scatenare ripercussioni fisiche sulla mia persona...