Visualizzazione post con etichetta Poliassunzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poliassunzione. Mostra tutti i post

SOLVENTI, PSICOFARMACI E SCIROPPI



"Now I wanna sniff some glue" cantavano i Ramones, uno dei gruppi punk più famosi a livello mondiale della storia di questa sottocultura musicale. 


Ancora prima Pete Townshend dei The Who cantava alcune strofe di My Generation come se stesse digrignando i denti, cosa tipica di chi assume anfetamine (a quei tempi legali ed acquistabili in qualsiasi farmacia del Regno Unito e non solo...). 


Ogni sottocultura musicale ha avuto, assieme a quelle illegali, le sue sostanze psicotrope legali di predilezione, il cui abuso è stato talvolte accennato, descritto od esaltato nelle proprie canzoni.
Oggi con la trap è il momento degli sciroppi della tosse a base di codeina (un'alcaloide derivato dell'oppio), che mischiati insieme a bevande gassate tipo Fanta o Sprite creano un "cocktail" chiamato Purple Drank. Più che di nuova moda è maggiormente corretto parlare di un revival, dato che questa modalità di sballo (in questo caso lo sciroppo veniva mischiato alla birra) veniva usata già negli ambienti dei Bluesman  negli anni 50 ed anche in alcuni ambienti hip hop degli anni '90.


Sempre in ambito trap, assieme alla Purple Drank viene esaltato l'abuso di alcune categorie di psicofarmaci, in particolar modo gli ipnotico-sedativi tipo l'Alprazolam. Tristemente emblematica è la morte/suicidio dello statunitense Lil Peep per sospetta overdose da Xanax.


Neanche l'abuso di psicofarmaci è una novità, senza andare troppo lontano, già una decina di anni fa il crew rap romano Truceklan forniva nei propri testi un crudo spaccato di disagio metropolitano; Rivotril nelle bevande, antidepressivi, stabilizzatori d'umore erano citati in maniera frequente e rabbiosa.


In conclusione, cambiano le mode e le modalità di consumo, ma l'abuso di sostanze legali ai fini psicotropi rimane una costante del mondo adolescenziale.


Links:



La normalità delle sostanze



Originariamente il consumo di sostanze psicotrope era legato a determinati ambiti sottoculturali. Ogni sottocultura, così come ogni ambito di dissenso sociale, salvo rare eccezioni, ha da sempre avuto le proprie sostanze di riferimento. Quando poi tale dissenso è stato accompagnato anche dal disagio sociale il consumo sfociava in autodistruzione, è questo il drammatico caso della diffusione dell'eroina negli anni '70 in Europa, su cui tra l'altro ci sarebbe molto da dire, così come delle crack house negli anni '90 in USA.
Eccezion fatta per il consumo di cocaina degli anni '80, il consumo di sostanze aveva come comune denominatore una qualsiasi forma di alterità, di protesta o problematicità nei confronti della società dominante.
Ad un certo punto, verso la metà degli anni '90, qualcosa iniza a cambiare, l'assunzione di droghe inizia a svuotarsi di significanti legati all'alterità sociale, al disagio e alla ribellione per lasciare spazio alla dimensione edonistica legata al divertimento, alla sola ricerca del piacere e della sensazione fine a se stessa.
Il diffondersi su larga scala della musica elettronica, della cosidetta club-culture, anch'essa inizialmente una sottocultura essenzialmente musicale, che prediligeva l'ecstasy e le cosidette nuove "droghe chimiche", giocherà un ruolo importante in questo importante cambiamento culturale.
L'atto del ballare si lega al consumo principalmente di "pasticche", senza il quale la prestazione sociale ma anche fisica è menomata, considerata non all'altezza. Il concetto è semplice:  l'assunzione facilità la mia socialità e sono molto più performante, senza mi diverto di meno.
Nel frattempo le criminalità organizzate affinano le proprie strategie di marketing, l'eroina ma anche la cocaina iniziano a costare sempre meno, le stesse droghe chimiche sono facilmente accessibili.
Infine c'è da considerare la perdità di senso e di identità dell'essere umano che negli ultimi trentanni ha subito una potentissima accelerazione, con il seguente effetto collaterale:la vitalità, la salute e la felicità me la compro.
In un processo che è stato pluridecennale,  il consumo di sostanze viene paradossalmente "integrato" nelle strutture di pensiero dominanti, il consumo è fine a se stesso, al divertimento e alla prestazione.
Al giorno d'oggi chiunque è un potenziale consumatore, ogni categoria sociale ha le sue droghe (illegali ma anche legali, pensiamo all'abuso di psicofarmaci o farmaci dopanti) da consumare nei vari ambiti di vita, siano essi della socialità, del divertimento ma anche del lavoro e della prestazione professionale. Il target del consumatore riguarda tutte le classi sociali e tutte le generazioni.


Con questo non voglio assolutamente esaltare o rimpiangere un utilizzo ribellistico ed oppositivo delle varie sostanze, in questa sede descrivo soltanto ciò che è stato e ciò che è: la droga è diventata nient'altro che una merce, il cui utilizzo ha valicato qualsiasi confine sociale e le cui dimensioni di significato sono quelle del divertimento, della prestazione o della mera abitudine.


Credits: https://www.youtube.com/watch?v=GT5VpTtrajE&t=30s
https://www.youtube.com/watch?v=1CT6UIMiGfo