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5 MINUTI DI PAURA
gennaio 28, 2019
Nell'ultimo post ho parlato del rapporto tra sostanze legali e sottoculture. Accennavo al fatto che ogni ambito sottoculturale ha sempre avuto delle sostanze psicotrope di riferimento, per l'appunto legali od illegali. Nello stesso tempo altre droghe erano fortemente stigmatizzate, tra quest'ultime la più osteggiata era l'eroina. Nell'hip hop italiano degli anni 90 vi sono stati molteplici artisti che hanno cantato contro questa sostanza ed il suo squallido mondo. A volte con un taglio più politico ed ideologico, altre con un taglio più realistico "di strada", in entrambi casi tale sostanza ed il suo utilizzo veniva denunciato per quello che era, è e sempre sarà: una strada senza ritorno. Una canzone che racchiude entrambi i sopracitati approcci è quella di Lou X, un rapper pescarese tra i capostipiti del genere "hardcore-rap" italiano. Nella canzone "5 minuti di paura" Lou X racconta la storia di dipendenza di uno dei suoi migliori amici e l'epilogo drammatico che essa ha avuto: l'uccisione del fratello, in seguito ad una lite per motivi di soldi rubati in casa. In questo periodo molto spesso, sia nel rap che nella trap, si ammicca senza pudore a polveri varie, contemporaneamente il mondo adolescenziale è sempre più ignaro dell'estrema pericolosità che il consumo di oppoiacei comporta (in terminidi dipendenza e non solo...), è allora opportuno rispolverare questa traccia e rileggere il suo testo.
Links:
https://www.youtube.com/watch?v=ZMAgUNRvSQI
Per approfondimenti sul testo:
http://www.raptxt.it/testi/lou_x/cinque_minuti_di_paura_476.html
SOLVENTI, PSICOFARMACI E SCIROPPI
gennaio 21, 2019
"Now I wanna sniff some glue" cantavano i Ramones, uno dei gruppi punk più famosi a livello mondiale della storia di questa sottocultura musicale.
Ancora prima Pete Townshend dei The Who cantava alcune strofe di My Generation come se stesse digrignando i denti, cosa tipica di chi assume anfetamine (a quei tempi legali ed acquistabili in qualsiasi farmacia del Regno Unito e non solo...).
Ogni sottocultura musicale ha avuto, assieme a quelle illegali, le sue sostanze psicotrope legali di predilezione, il cui abuso è stato talvolte accennato, descritto od esaltato nelle proprie canzoni.
Oggi con la trap è il momento degli sciroppi della tosse a base di codeina (un'alcaloide derivato dell'oppio), che mischiati insieme a bevande gassate tipo Fanta o Sprite creano un "cocktail" chiamato Purple Drank. Più che di nuova moda è maggiormente corretto parlare di un revival, dato che questa modalità di sballo (in questo caso lo sciroppo veniva mischiato alla birra) veniva usata già negli ambienti dei Bluesman negli anni 50 ed anche in alcuni ambienti hip hop degli anni '90.
Sempre in ambito trap, assieme alla Purple Drank viene esaltato l'abuso di alcune categorie di psicofarmaci, in particolar modo gli ipnotico-sedativi tipo l'Alprazolam. Tristemente emblematica è la morte/suicidio dello statunitense Lil Peep per sospetta overdose da Xanax.
Neanche l'abuso di psicofarmaci è una novità, senza andare troppo lontano, già una decina di anni fa il crew rap romano Truceklan forniva nei propri testi un crudo spaccato di disagio metropolitano; Rivotril nelle bevande, antidepressivi, stabilizzatori d'umore erano citati in maniera frequente e rabbiosa.
In conclusione, cambiano le mode e le modalità di consumo, ma l'abuso di sostanze legali ai fini psicotropi rimane una costante del mondo adolescenziale.
Links:
Sprite e codeina. Breve disamina della trap
febbraio 01, 2018
Quando ho iniziato ad insegnare cucina ero molto contento del fatto che la maggior parte dei miei allievi ascoltasse rap, è la musica dalla quale in parte provengo, che tuttora ascolto e che temo continuerò ad ascoltare fino alla fine dei miei giorni. Il fatto che i miei alunni fossero attratti da una sottocultura che conosco abbastanza bene era un fattore che giocava a mio favore nell'instaurare una solida relazione pedagogica, però ad un certo punto le cose si sono complicate.. era arrivata la trap! A me non piaceva la trap, tuttora non piace e penso proprio che non mi piacerà mai.
La trap è un sottogenere musicale dell'hip hop nato nel sud degli Stati Uniti, il nome deriva da trap house ovvero in slang quelle case abbandonate dove i pusher tagliano, confezionano e vendono le sostanze.
A livello stilistico è caratterizzato da delle basi molto cupe, ossessive e cantilenanti tanto da sembrare delle angoscianti ninna nanne mentre il cantato è molto semplice, ripetitivo, a volte privo di rime (cosa che i puristi del rap giudicano come una vera e propria eresia e tutti i torti non hanno...), a volte appositamente sbiascicato.
I testi restringono ancora di più il già di per sé esiguo orizzonte valoriale dell'hip hop attuale, essi esprimono pura materialità: soldi facili e ricchezza, esaltazione dello spaccio, esaltazione del proprio disagio, vestiti costosissimi ed ovviamente sesso e droga.
Fondamentalmente niente di nuovo sotto il sole, ammettiamolo! E' la solita formula sesso, droga e rock n roll che si ripropone. Io a 14 anni ascoltavo solo i Sex Pistols, in camera avevo il poster di Sid Vicious che è morto di overdose e che, anche se non se lo ricordava perchè era fatto, ha accoltellato a morte la sua fidanzata. Gli stessi gruppi che ancora ascolto non è che parlano di metafisica.. ma la musica la si ascolta soprattutto per l'energia che ci da e per le corde che dentro di noi fa risuonare...
Stili musicali provenienti da culture underground come il punk o l'hip hop hanno sempre avuto come caratteristica una vena di ribellione e di critica nei confronti della società, stesso discorso per il rock nella sua accezione più ampia. Una ribellione ed una critica spesso inutile, spesso a volte anche di facciata ed ipocrita però c'era.
La musica trap invece esalta a tutto tondo l'edonismo contemporaneo e spinge questa esaltazione in maniera totalizzante ai suoi estremi.
Quello che esalta la trap lo esaltava molto spesso già l'hip hop dell'ultimo decennio, ma essa totalizza questa esaltazione, si spinge oltre distruggendo qualsiasi regola etica.
Il rap esalta il successo, la ricchezza e descrive lo spaccio come una mera necessità del ghetto (anche se sono del parere che è meglio fare la fame che spacciare eroina.. per intenderci!), la trap esalta direttamente lo spaccio come mezzo per avere successo, nei loro testi appare un attività lecita e perfettamente morale.
Nell'ultimo decennio la scena rap aveva sdoganato senza troppo pudore il consumo di cocaina, adesso con la trap lo sdoganamento è nei confronti di qualsiasi tipo di sostanza compresi psicofarmaci ed oppiacei (la droga preferita dei trapper è il purple drank, un mix di Sprite e di legalissimo sciroppo per la tosse a base di codeina, praticamente una pera legale e di facile reperibilità...). Inoltre lo stare sempre fatti, per ovviare alle proprie ferite e ad eventuali disturbi psichici, non è più descritto come anch'essa una triste realtà, o qualcosa almeno da criticare seppur in parte e debolmente bensì come uno stile di vita, uno status di cui vantarsi.
Rispetto alla mercificazione del sesso e della donna già stavamo a buon punto grazie al rap statunitense, per cui in questo campo poco hanno potuto aggiungere...
Per quanto riguarda l'estetica la trap rinuncia ad un proprio stile ed identità, le marche e lo stile che si predilige sono semplicemente quelle all'ultima moda, l'unico canone estetico espresso è il lusso dei propri abiti, altre dimensioni di significato e simbolismi non ce ne sono.
Per quanto riguarda l'Italia i trapper nostrani hanno almeno un valore: la Mamma! Viene descritta come il loro unico amore, altri non ce ne possono essere anche se si è ventenni.. la mamma, gli sciroppi per la tosse, bibite gassate ed una musica che sembra una ninna nanna: praticamente lo stesso orizzonte di senso di un bambino di sei anni.
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